C'ERA UNA VOLTA, ED OGGI NON C'E' PIU'

 

C’era una volta un quotidiano che, pur con tutti i suoi non pochi difetti, rappresentava un’idea di sinistra che non fosse soltanto quella riformista del partito revisionista, e delle sue varie mutazioni.

C’era una volta un giornale il cui punto di forza era rappresentato dalla redazione Esteri, che raccontava i fatti con un taglio che la stampa borghese non avrebbe potuto, né tanto meno voluto, avere.

C’era una volta un foglio attento alle questioni operaie, trattate con riguardo attraverso le corrispondenze di giornalisti abituati alle inchieste sul campo, e non al riporto delle cose per sentito dire.

C’era una volta Il Manifesto, con sede a Roma, in via Tomacelli 146: una realtà editoriale che poteva vantare il rispetto di tutti per l’accuratezza con cui le sue grandi firme svolgevano il proprio mestiere.

Luigi Pintor, Rossana Rossanda, Luciana Castellina, Valentino Parlato, Lucio Magri: tutti grandi professionisti – in questa redazione siamo ancora, all’unanimità, per l’elezione della Castellina alla massima carica dello Stato – in grado di incantare il lettore.

C’era una volta… ma adesso non c’è più: il “quotidiano comunista” è diventato l’ombra di se stesso, di quel prodotto giornalistico capace di portare – quasi in solitudine – 500 mila persone in piazza a Milano il 25 aprile 1994, sotto il diluvio universale.

Quello che ne è rimasto non è neppure degno di pulire le stanze di quella redazione; il pressapochismo, anche nell’ortografia della lingua italiana, la fa da padrone: basta leggere il pezzo di Andrea Fabozzi a pie’ di pagina sette dell’edizione di sabato diciannove agosto.

Molto più grave, però, è che un quotidiano che da sempre si definisce “dalla parte del torto” utilizzi lo strumento della censura nei confronti di qualcuno che non intende allinearsi ai racconti preconfezionati che inondano le redazioni del fogliacci borghesi.

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, ogni riferimento alla vergognosa, e per certi versi incredibile, vicenda che coinvolge la compagna Geraldina Colotti, ed i suoi articoli dal Venezuela, è puramente voluto!

 

Bosio (Al), 26 agosto 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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